L’omeopatia: quanto c’è di vero?

L’omeopatia si è diffusa nell’occidente come alternativa alla scienza medica tradizionale e per una presa di coscienza, con valore alternante, della pericolosità chimica dei farmaci. All’omeopatia spesso è associato uno stile di vita alternativo e al limite dell’hippie, ma in realtà è nell’alta borghesia che questa pratica si è sparsa a macchia d’olio.
Il principio dell’omeopatia è semplice ed è stato stabilito dal suo “fondatore” Samuel Hahnemann: la similitudine del farmaco. Da Wikipedia:

secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. Tale sostanza, detta anche “principio omeopatico”, una volta individuata viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita e dinamizzata; la misura della diluizione è definita dagli omeopati “potenza”.

Per questo motivo questa pseudo medicina è sempre stata mal vista dai medici che spesso sconsigliano di riporre in questa troppa fiducia. Sicuramente non è stato ancora provato una sua funzione a livello chimico e fisico, e ci sono molte interrogazioni verso la società mondiale per la salute per avere una opinione definitiva sulla questione.
L’omeopatia in sostanza ha un effetto placebo: se il paziente crede che i suoi sintomi saranno affievoliti da questa sostanza probabilmente succederà ma a livello chimico non vi  è molta differenza rispetto al bere un bicchiere d’acqua che si crede essere miracoloso.

omeopatia

Questo aspetto dell’omeopatia diventa molto pericoloso perché, se da un lato può dare degli effetti positivi per patalogie facilmente risolvibili come il raffreddore o l’influenza, a volte è stata applicata per malattie molto gravi come l’HIV o il cancro. In questi casi l’omeopatia non ha dato effetti positivi sul lungo periodo e anzi ha rallentato una possibilità di miglioramento tramite i farmaci tradizionali.
Questo non vuol dire che comunque l’omeopatia sia dannosa, anzi. In alcuni casi può essere positivo: la mania dell’assunzione di farmaci è presente nella nostra società e da una parte rende assuefatto il nostro corpo riducendone l’efficacia dall’altra immette nell’organismo sostanze potenti che potrebbero essere non ingerite.
Come palliativo per soluzioni minori infatti viene consigliata a volte in farmacia, ma attenzione a riporre troppa speranza e aspettative.