Il visto per l’Australia

L’Australia è una delle mete più desiderate dagli italiani per l’emigrazione, si conta che solo nello scorso anno siano arrivati 22 000 Italiani nella terra dei canguri.

Il motivo di questo spostamento in massa è presto detto: gli italiani hanno la percezione che in Australia lavorare sia più semplice e renda di più rispetto al Bel Paese, oltre che il tenore di vita medio sia maggiore. La verità come sempre sta nel mezzo: in Australia si vive meglio ma il costo della vita è sicuramente maggiore rispetto all’Italia. Molti italiani voglio anche scappare dalla burocrazia italiana, lenta e inaffidabile. Ma la prima cosa da fare quando ci si vuole trasferire in Australia è occuparsi dei visti. Non c’è solo un tipo di visto per l’Australia: abbiamo il working holiday visa (WHS), lo skilled visa, il visto per una vacanza in Australia, e lo student visa.

Fare tutto da soli in questi frangenti è spesso frustrante e pericoloso, bisogna infatti compilare e inviare tutta la modulistica con estrema precisione, per cui molti italiani si affidano ad agenzie o Migration Agent certificati MARA per seguire queste pratiche.

La scelta del visto dipende da quello che volete fare in Australia.

Se siete dei professionisti con esperienza e un ottimo livello di inglese, vi conviene controllare nella SOL list per assicurarvi che la vostra figura professionale sia incluse da quelle “ricercate” sul territorio australiano e quindi ammissibili di ottenere un visto permanente.

I neo laureati con un ottimo livello di inglese spesso cercano di ottenere un visto per l’Australia tramite uno sponsor: contattando un’azienda che li assuma hanno messo un grande mattone per assicurarsi un visto.

Nell’ultimo caso che abbiamo visionato, spesso prima di chiedere un visto di questo tipo, ci si reca in Australia con un WHV, di ottenimento più semplice, per sondare le acque e prendere contatti con aziende e datori di lavoro per poi riproporsi negli anni successivi.